I-
Questa è una provocazione causata da poche persone che non hanno neanche un
minimo senso di responsabilità e che si sono divertiti con i sentimenti dei
musulmani, inconsapevoli della gravità del loro atto.
Questa
provocazione purtroppo si è trasformata in un circolo vizioso di azioni e
reazioni. La storia, infatti, ci insegna che le grandi catastrofi sono nate da
piccole provocazioni come quella che stiamo testimoniando oggigiorno. Hakim
Al-'Arab disse: " I grandi incendi scoppiano da una piccolissima scintilla".
II-
Sappiamo che il popolo danese ama la pace e la sua storia lo testimonia. I
danesi non hanno mai attaccato né concretamente né verbalmente sia i musulmani
che i non. Per questo li congratuliamo per questa grandiosa qualità morale.
Basta
sapere che questa crisi è la prima nella storia della Danimarca sin dal 1938
quando fu occupata dagli eserciti nazisti
III- Dal Cairo il cuore del mondo arabo ed islamico,
rivolgo le mie parole a tutti i danesi: ragazze e ragazzi, donne e uomini
dicendogli che siamo popoli che amano la pace e che seguono una religione
eccelsa. È una religione che predica la convivenza, la tolleranza e il dialogo
con l'altro. Allah l'Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “O
uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi
popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di
voi è colui di più lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato” (TSC
– Sura XLIX, versetto 13)
Una
religione basata sul perdono e la comprensione dei quali il profeta (Pace e
benedizione di lui) ha dato un esempio unico. Allah l'Altissimo dice quel che
può essere tradotto come: "Non insultate coloro che essi invocano all'infuori
di Allah, ché non insultino Allah per ostilità e ignoranza"(TSC – Sura VI,
versetto 108).
IV-È
necessario sopprimere questa provocazione, spegnere le sue fiamme e chiarire il
malinteso. Questo accadrà solo se dialoghiamo insieme senza rancore per
distruggere le trappole degli insidiatori che cercano di fomentare la
discordia.
V-
Questa non è la mia opinione da solo, ma è anche quella di una commissione
composta di 42 divulgatori musulmani di tutto il mondo formulata in una
comunicazione e firmata da tutti loro.
Questa
iniziativa del raggruppamento degli Ulema (scienziati) è stata ideata ed
organizzata dal prof. Ali Jom'aa, Mufti della Repubblica araba egiziana e dallo
sceicco Ali Habib Al-Jefry che Allah li ricompensi bene.
Fra I
firmatari della comunicazione sono presenti oggi con noi: il prof. Ali Jom'aa,
la prof. essa Abla Alkahlawy, Yasmin Al-Hosary e il sottoscritto.
Vorrei
informarvi che il lunedì si terrà un’altra conferenza stampa per lo stesso scopo
in Giordania, ad Amman da un altro gruppo di divulgatori.
Tornando alla comunicazione, l’articolo 8 afferma che il nostro compito adesso è
di passare alla fase del dialogo e della presentazione del nostro profeta a
tutto il mondo.
VI-
In base a questo dico ai danesi che ci stanno ascoltando adesso, lasciamo da
parte i punti di divergenza fra di noi e rileviamo piuttosto i punti di accordo
che ci uniscono.
Sono sette i punti che ci
accomunano:
1-La fratellanza nell’umanità. Allah
l’Altissimo dice ciò che può essere tradotto come: “Uomini,
temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere”, (
TSC- Sura IV, versetto 1).
2-Il rispetto e la valorizzazione delle
qualità nobili tali: la sincerità, la fedeltà, l’onestà, la dignità, l’onore, il
rispetto e la libertà.
3- Il nostro orgoglio ed apprezzamento del
fatto che viviamo in un mondo dove regna la diversità del pensiero, delle
culture e delle religioni. Allah dice ciò che può essere tradotto come: “Se
il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola
comunità.” (TSC-
Sura XI, versetto 118).
4-L’importanza che diamo allo scambio
materiale, culturale intellettuale, commerciale e civile.
5-Il desiderio di convivere con l’altro in
un mondo dove prevale la sicurezza e la pace.
6-La scelta del dialogo come mezzo
anteposto per raggiungere un’intesa nel caso di un disaccordo.
7-Finalmente ci unisce la cosa più
importante di tutti: il rispetto verso l’altro.
Tutti questi valori che insieme
apprezziamo sono messi alla prova oggi.
Quindi per risolvere il problema e superare la prova, le due parti devono
incontrarsi e presentare le rispettive soluzioni contemplate. Voi, giovani della
Danimarca avete un compito da fare e noi anche. Noi ammettiamo di non aver fatto
abbastanza per farci conoscere e per far conoscere il nostro profeta. Pertanto
se riusciamo a creare un canale di comunicazione fra di noi, il problema si
trasformerà in un dono.
VII-Durante
il mio discorso nel canale televisivo Iqraa, ho chiesto ai giovani mussulmani di
esprimere la loro opinione sull’argomento. Dopo neanche sei giorni, ho ricevuto
sul mio sito
www.amrkhaled.net 10000 messaggi. È in corso la
loro traduzione per permettervi di sapere il parere dei giovani musulmani che
desiderano chiudere questo capitolo e di uscirci con un rapporto di amicizia più
forte con il popolo danese. Nel sito troverete anche il sondaggio sul parere dei
giovani riguardo al dialogo. 80.000 hanno partecipato nell’arco di quattro
giorni. Il risultato è: il 93% desiderano il dialogo e vogliono far conoscere il
nostro profeta in Danimarca. Spero di ricevere da voi, popolo danese, ciò che
esprime la reciprocità del desiderio per consentirci di fare un passo verso la
risoluzione del problema.
VIII-Siamo pronti ad andare a Copenaghen insieme ad
una rappresentanza del gruppo dei divulgatori che hanno firmato la
comunicazione e un’altra dei giovani per incontrare i rappresentanti dei giovani
e degli intellettuali danesi per discutere e spiegare:
1-Chi è il nostro profeta.
2-Che cos’è la nostra religione.
3-La nozione di libertà d’espressione.
4-Il rispetto delle cose sacre.
5-Metterci d’accordo su progetti pratici
che favoriscono l’accordo, il dialogo e la convivenza nel futuro.
IX
– L’indicatore del successo di questa iniziativa è la
comparsa di segnali notevoli che mostrano che il popolo danese porta
rispetto verso l’Islam, verso il suo Profeta e verso i musulmani.
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