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Il Paradiso nelle nostre case II
Episodio 13 : La Camapagna “Hemaya” 3
In Nome di Allah il Compassionevole, il Misericordioso. La lode appartiene ad Allah, pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.
Benvenuti nel programma “Il Paradiso nelle nostre case”. Oggi siamo circa a metà della nostra campagna. Sono già passate due settimane e ne rimangono altre due. Nonostante ciò abbiamo bisogno di analizzare insieme come sta andando , ciò che abbiamo raggiunto e su cosa dobbiamo concentrarci nelle prossime due settimane. Abbiamo bisogno di essere positivi.
La nostra campagna mira alla realizzazione di due obiettivi: rivolgersi ai giovani in piena salute consigliandogli di mantenersi tali e di non ricorrere mai alla droga. Indirizzare con prudenza 5 milioni di tossicodipendenti nel mondo arabo ad iniziare il programma terapeutico. Questi obiettivi devono essere raggiunti in tre tappe:
Incollando un milione di adesivi con il logo della campagna “Hemaya” dappertutto, negli ascensori, appartamenti, università, scuole, ecc…
Lanciando 5.000 attività come partite di calcio, ecc. sotto lo slogan “Ferma la droga, cambia la tua vita”.
Conducendo 5.000 tossicodipendenti ad iniziare il programma terapeutico attraverso gruppi di giovani addestrati. Insegneremo ai genitori come rapportarsi con i loro figli che fanno uso di droga. Lo stesso vale per gli amici dei tossicodipendenti.
Ci sono 10 milioni di madri nel mondo arabo dal cuore sofferente a causa della tossicodipendenza dei loro figli.
L’episodio di oggi è un regalo a queste madri oltre a quelle i cui figli non sono tossicodipendenti. Ho comunque bisogno sempre dell’aiuto delle madri.
I partecipanti in questa campagna sono circa 100,000; questo è un numero molto piccolo. Abbiamo bisogno di circa 500,000 partecipanti per dare il via alle attività che contribuiscono al risveglio dell’intera comunità. Speriamo di raggiungere questo numero e incoraggiamo gli Imam a parlare della droga durante i sermoni del Venerdì. I giovani universitari potrebbero ad esempio rendere consapevoli i loro colleghi oltre che organizzare delle marce indossando una maglietta con il logo della campagna.
Ci sono molte attività da svolgere. Ognuno di noi dovrebbe pensare ad un modo per aiutarci. Per coloro che sono interessanti, abbiamo pubblicato sul sito www.amrkhaled.net delle informazioni relative alla droga, i loro tipi e i pericoli e come combattere la tossicodipendenza. Queste informazioni potrebbero essere utilizzate nelle scuole e nelle università affinché cresca il numero dei partecipanti. È possibile reperire del materiale anche su www.boswtol.com e su www.moheet.com . Inoltre è disponibile un video su CD di 30 minuti con storie toccanti di tossicodipendenti che hanno voluto raccontare la loro esperienza dopo la guarigione.
Adesso parliamo dei risultati: sono stati affissi 2,356.000 adesivi, come rilevato dai counter sui siti partecipanti, senza contare il numero degli adesivi stampati e distribuiti dai singoli individui nel mondo arabo. Personalmente credo che a questo punto il loro numero sarà molto più alto del previsto (1 milione) e raggiungerà circa i 4 o i 5 milioni.
Qui sotto ci sono delle novità che confermano la diffusione e il successo degli adesivi.
Gli operai di molte fabbriche della decima strada di “Ramadan city” (Cairo-Egitto) hanno incollato adesivi in ogni punto delle loro fabbriche in modo che i lavoratori tossicodipendenti potessero notarli.
Ragazze del progetto “I costruttori della vita”, che non hanno molte risorse finanziarie, hanno venduto i loro gioielli per stampare e distribuire 200.000 adesivi. Come risultato di questo comportamento, il Presidente algerino ha tenuto una conferenza questo mese per combattere la tossicodipendenza con la partecipazione del NGOs.
Un medico nella città di Abu-Hammad, ha stampato e affisso 1000 adesivi in cliniche, ospedali e farmacie con l'aiuto di sua moglie e della figlia dodicenne.
Ho incontrato alcuni ragazzi undicenni che indossavano maglietta e cappello con il logo della campagna. Si sono impegnati a stampare queste magliette dopo aver raccolto i soldi dai loro compagni di classe.
Alcuni giovani della provincia di Ismailia, con l'aiuto di un ufficiale di polizia, sono riusciti a localizzare le aree con alto tasso di tossicodipendenza per iniziare questa campagna di consapevolezza.
In riconoscenza degli sforzi intensivi svolti dai "Costruttori della Vita" in Giordania, il ministro della sanità giordano ha scritto una lettera esprimendo il suo supporto alla campagna.
La polizia di Dubai ha stampato e postato 200.000 adesivi dappertutto.
I "Costruttori della Vita" di Munufiyya, Sohaj e di altre province egiziane, in cooperazione con il ministero dei giovani, hanno partecipato a corsi di addestramento speciali, per fare crescere la consapevolezza contro i pericoli della droga e su come rapportarsi con i tossicodipendenti.
Il capitano dell'unione egiziana di basket ha organizzato una partita per sostenere le spese dei tossicodipendenti poveri. Lo stesso è stato fatto dai club di "Zamalek" e di "Heliopolis". Non solo, anche i giocatori del club di "Ahly" hanno deciso di giocare una partita indossando magliette con il logo della campagna.
Molti panifici e supermercati hanno inviato il depliant della campagna assieme ai loro volantini pubblicitari nei vari domicili.
Una compagnia di gioielli saudita ha deciso di inviare ai clienti il depliant della campagna assieme ai loro cataloghi.
Il parco Al-Azhar ha organizzato ogni Venerdì incontri dove si ascoltano canzoni contro la tossicodipendenza.
Una madre ha organizzato una festa tra i suoi vicini con giovani tossicodipendenti servendo loro una torta decorata con il logo della campagna. Non solo, ha mostrato loro il CD di 30 minuti con le testimonianze dei tossicodipendenti.
Tutti dovrebbo partecipare, sia bambini che disabili.
Dietro a tutti questi grandi sforzi, siamo stati molto felici di ricevere 3235 chiamate di tossicodipendenti o da parte dei loro genitori che hanno chiesto informazioni sui trattamenti a partire dall’inizio della campagna. Tra questi abbiamo finora ricevuto 1470 domande d'iscrizione da tossicodipendenti che vogliono iniziare la cura e tutto questo in soli 10 giorni di campagna.
Abbiamo iniziato le procedure di inserimento per le cure per circa 1100 tossicodipendenti. Questo significa che la terza tappa della campagna, ovvero indirizzare 5000 tossicodipendenti alla cura terapeutica, è iniziata. Il 2% delle chiamate provengono da donne che fanno uso di droga, mentre il 98% da uomini. L'età dei chiamanti si aggira tra i 21 ed i 35 anni e il 65% di loro sono disoccupati. Lo scopo di questa campagna è anche rivolta ai trafficanti di droga visto che ho ricevuto una chiamata da uno di essi che era rimasto molto toccato dalla campagna ma che non riusciva ad uscire fuori dal giro a causa dei trafficanti maggiori.
Sono onorato di avere qui con me il Sig. Faisal Hegazi dall'ufficio delle U.N., uno dei nostri partner. Il Sig. Hegazi ha espresso il suo compiacimento riguardo a questa iniziativa che rappresenta una stretta collaborazione tra la società civile e i governi.
Ringrazio anche tutti i partecipanti e chiedo loro di registrare le loro attività nella lista pubblicata nei seguenti siti: www.amrkhaled.net, www.boswtol.com e su www.moheet.com, in modo da poter contare tutti i partecipanti e onorarli nella celebrazione finale. Spero che il numero dei partecipanti diventi un milione e chiedo a tutti di raddoppiare i loro sforzi nelle scuole, club, ecc… per raggiungere ogni tossicodipendente e centrare così il nostro obiettivo, ovvero trattare 5000 tossicodipendenti nelle case di cura. Per ora ne abbiamo raggiunto poco più di 1400.
Voglio esprimere il mio apprezzamento verso i “Costruttori della Vita” in Sinbilaween. Loro hanno chiesto a 800 tra Imam e preti cristiani di parlare della campagna nei loro sermoni. Vogliamo intensificare gli sforzi per raggiungere i tossicodipendenti, in proposito abbiamo reso disponibile un call-center per ricevere le chiamate dai ragazzi e indirizzarli ai centri di cura. Attualmente la campagna non mira alla cura dei tossicodipendenti ma bensì a far iniziare a 5000 di loro un programma di trattamento, visto che il trattamento in sé è difficile e richiede una straordinaria determinazione e sforzo da parte di chi usa droga. Alcuni potrebbero avere delle ricadute.
Con questo non significa che la campagna deve forzare il tossicodipendente a farsi curare, ma a far sì che il malato stesso si renda conto che è malato e che ha bisogno di cure. Per questo abbiamo pubblicato nei siti www.amrkhaled.net , www.boswtol.com e www.moheet.com, delle informazioni guida per le famiglie di coloro che fanno uso di droga per aiutare a relazionarsi con loro e condurli a farsi curare. È molto semplice per il tossicodipendente cercare la droga ma solo pochi di loro conoscono i metodi e i luoghi delle terapie.
Le opinioni degli specialisti in questo campo:
Il Dr. Ehab Al-Kharrat prima di tutto dice che dobbiamo dare al tossicodipendente una speranza di poter guarire. Successivamente giunge la fase dei sintomi di astinenza. Questa fase dura circa 5-10 giorni al massimo. In seguito si giunge alla fase di cambiamento o di riabilitazione dove viene insegnato al paziente come rapportarsi con i suoi desideri e sensazioni, oltre a fornirgli gli strumenti che dovrebbe usare quando si sente frustrato. Dovrebbe durare dai 4 ai 6 mesi. Più tardi si passa alla fase successiva di risollevamento, che si raggiunge attraverso il supporto del gruppo, specialmente nella fase di cambiamento. Questo è uno dei metodi più validi e significativi di trattamento del comportamento dei tossicodipendenti.
Il Dr. Samir Abul-Majd dice che il tossicodipendente deve avere l’intenzione e la voglia di farsi curare. Ci sono due tipi di tossicodipendenti. Il primo è il tossicodipendente a lungo termine, la cui vita sociale, psicologica e finanziaria è rovinata dalla droga. Queste persone sono totalmente convinte di voler intraprendere una cura. Mentre il secondo tipo è quello dei nuovi tossicodipendenti che hanno iniziato la cura perché non sono ancora completamente rovinati dalla droga.
A volte, specialmente nella fase intermedia della cura, il tossicodipendente ha paura di guarire perché ha ormai dimenticato come rapportarsi con l’intera comunità. Questa paura lo conduce ad interrompere la cura.
Il Dr. Abdullah dice che in alcuni programmi terapeutici tipo “Le 12 tappe verso la guarigione” circa il 60% dei tossicodipendenti riescono a guarire anche se non lo vogliono. Alcuni di questi programmi mirano a motivare il tossicodipendente a procedere nel percorso di guarigione.
Il Dr. Hanan uno specialista della tossicodipendenza femminile ci dice che la percentuale delle ragazze che fanno uso di droga è del 2% contro il 98% dei ragazzi. Nonostante ciò la tossicodipendenza femminile è un problema molto più serio a causa della cultura diffusa nella nostra comunità. I maschi possono sbagliare, drogarsi e se si pentono vengono perdonati, diversamente dalla ragazza tossicodipendente che non viene presa in considerazione dalla famiglia. Un secondo problema è la mancanza di centri di trattamento gratuiti per ragazze tossicodipendenti povere, di conseguenza abbiamo bisogno di donazioni e di volontarie che si occupano della terapia di queste giovani.
L’obiettivo principale della campagna è quello di motivare 5000 tossicodipendenti ad iniziare il programma terapeutico e di trovare cuori pieni di misericordia che contribuiscono alla guarigione delle ragazze. Mi rivolgo a ciascun tossicodipendente consigliandolo di iniziare il trattamento e di non far finita di non essere un drogato e di non pensare che la droga è solo un gioco che si può interrompere facilmente. Mi rivolgo anche alle madri di queste persone sottolineando il loro dolore.
Una madre di un ragazzino di 12 anni che è guarito si rivolge alle altri madri dicendo loro che un tossicodipendente può guarire se la madre lo sostiene durante questo processo.
Un’altra madre, ha detto che suo figlio Ahmad era tossicodipendente da 12 anni; la droga gli causò molti problemi fino a farlo imprigionare. La madre aveva molta vergogna. Aveva iniziato la terapia delle 12 tappe nel relativo centro dopo innumerevoli tentativi falliti. Finalmente, sette mesi fa è riuscito a guarire. Oggi aiuta gli altri tossicodipendenti. Ahmad dice che ha sofferto per 12 anni a causa della droga e che oggi vive in pace con se stesso, con la famiglia e con la comunità.
Possiamo dunque riassumere i 4 obiettivi da portare avanti nelle due settimane rimanenti che sono:
1. Aumentare il numero dei partecipanti a questa campagna di almeno mezzo milione.
2. Completare la “lista di onore” con i nomi dei partecipanti per poterli contattare per le prossime campagne.
3. Utilizzare il CD e il depliant della campagna per convincere i tossicodipendenti ad iniziare il programma di cura.
4. Indirizzare 5000 tossicodipendenti ad iniziare la cura.
Infine, dovremmo tutti lavorare al pieno delle nostre capacità per salvare molti tossicodipendenti.
Grazie mille.
Pace su di voi.

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