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Il Paradiso nelle nostre case II.EP14
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Il Paradiso nelle nostre case II

 

Episodio 14 : La Camapagna “Hemaya” 4

 

 

 

 

In Nome di Allah il Compassionevole, il Misericordioso. La lode appartiene ad Allah,  pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.

 

Vorrei darvi il benvenuto nella 4° settimana della nostra Campagna “Hemaya”[1], dove stiamo cerchiamo di rinascere il nostro spirito. Qualcuno potrebbe pensare che abbiamo già dedicato troppo tempo, tuttavia insisto sul fatto che c’è molto che può essere fatto ancora. Non avete idea di quanto siamo entusiasti mentre stiamo registrando questo episodio, ma lo siamo anche  a causa dall’enorme energia che ci infonde. Vorrei assicurarvi che la nostra campagna ha avuto un enorme successo e gloria grazie ad Allah l’Altissimo. Abbiamo puntato per un milioni di adesivi da postare quando abbiamo invece raggiunto i tre milioni. Abbiamo sperato la formazione di 5000 tipi di attività riguardanti la tossicodipendenza e ne abbiamo raggiunti 20,000. L’ultimo obiettivo era quello di condurre 5000 persone ai centri di cura per il momento ne abbiamo 4000. Tutto questo grazie ad Allah oltre che la vostra dedicazione e il duro lavoro. Dati questi risultati impressionanti credo che sia appropriato puntare ad un nuovo obiettivo che possiamo raggiungere durante l’ultima settimana.

 

Prima di tutto ricapitoliamo alcune cose. Vorrei esprimere le mie congratulazione per prima volta alla  nostro gruppo e a tutti quelli che hanno partecipato in questa campagna. Abbiamo raggiunti risultati strepitosi, oltre che aver prodotto nuove idee positive. È stato reintrodotto lo spirito dei “Costruttori della Vita”[2] immesso qualche anno fa. È stato rinato l’interazione positiva del guardare la TV, perché per la maggior di noi crede che guardare la TV sia un’attiva negativa e alquanto passiva.

 

Ho bisogno anche di ricordarvi che questa campagna è iniziata con la cooperazione delle forze dell’ordine di Dubai e delle Nazioni Unite. Attraverso la loro assistenza abbiamo addestrato 1000 ragazzi per renderli capaci di assistere ai giovani tossicodipendenti. Molto sorprendente ma in che modo abbiamo potuto misurare il successo o meno? Abbiamo semplicemente seguito l’esempio britannico. Abbiamo esaminato una campagna britannica condotta dal Ministro degli Interni britannico. La loro misura del successo di un progetto simile consisteva nel ricevere 1000 iscrizioni di tossicodipendenti ogni settimana. Partendo da li abbiamo progettato la nostra campagna. Ora abbiamo raggiunto il nostro scopo?? SI. Abbiamo raggiunto molto di più di quello che è stato fatto in Gran Bretagna con meno sussidi e potere? Assolutamente SI!

 

Dedico questo successo ai governi dei nostri paesi arabi. Ho presentato a loro un grande esempio di giovani ragazzi ancora non potenti in confronto ai sussidi britannici, assistiti dalle Nazioni Unite e le forze dell’ordine di Dubai, e sono riusciti a raggiungere risultati simili e a superare quelli britannici.

 

Sono consapevole che la nostra campagna è in realtà di più. La sua conclusione in realtà è l’inizio di un nuovo progetto. Tuttavia alla sua fine, oltre a congratularsi si richiede anche ti riuscire a mantenere questo lavoro, quello dei risultati.

 

Adesso che siamo arrivati fino a qui, vorrei affrontare qualcosa di nuovo ma sempre in relazione alla campagna. Adesso che siamo in contatto con i tossicodipendenti e abbiamo parlato con loro, ci siamo accorti che in tutti i casi la tossicodipendenza è legata al crimine. Quindi siamo preparati a rapportarsi con coloro che hanno incominciato da tossicodipendenti e sono finiti in prigione per aver commesso crimini?  Come può sentirsi un tossicodipendente incarcerato? Come può rapportarsi al concetto e al titolo di essere messo da parte? Io credo che questo genere di persona potrebbe essere come un uomo ad orologio a bomba in continuo pericolo per tutti coloro che lo circondano. Quello che sto cercando di porre l’attenzione è di rendersi conto dell’importanza e del bisogno di programmi di cura e di addestramento per coloro che sono incarcerati per crimini dovuti a problemi di tossicodipendenza. Queste persone sono più pericolo prima di tutto verso se stessi poi verso la società che li circonda perché stanno ancora combattendo contro la loro tossicodipendenza. Vi invito ad ascoltare i nostri ospiti che hanno avuto problemi legati alla tossicodipendenza e questo li ha condotti a commettere crimini. Ascoltiamo cosa hanno da dirci:

 

“Mi chiamo Mohamed, e sono stato coinvolto nella tossicodipendenza per dieci anni. Tutto è incominciato quando qualcuno mi dette una compressa dicendomi che mi avrebbe reso felice. La presi e davvero molto felice. Questo mi portò alla tossicodipendenza e poi a commettere un crimine. Non sono mai stata una persona che faceva cose sbagliate ne nemmeno coinvolto nel fumo. Non avrei mai creduto che sarei caduto così in basso o di aver fatto altre cose. Ero sotto l’influenza della droga. Adesso sono scioccato di come rubavo da tutti. Causai problemi alla mia famiglia e alle persone più vicine a me. Ho persino rubato una parte dei gioielli del regalo di matrimonio fatto a mia sorella. Ero una fonte di vergogna per la mia famiglia e ho saccheggiato molte persone che stavano vicino a me. Ho cercato di uscire da vicolo parecchie volte e alla fine ci sono riuscito grazie ad Allah e al Suo Aiuto guidandomi verso la strada giusta. Adesso mi sono disintossicato da tre anni, sette mesi e 18 giorni. Ora lavoro duro per combattere la tossicodipendenza e aiutare coloro che come me si trovavano nella stessa mia situazione. Loro hanno bisogno di grande aiuto e sono felice di poter assisterli in qualche modo per farli uscire dalla loro pericolosa vita.  Per il momento ho assistito il 90% delle persone tossicodipendenti nella mia comunità.”

 

Questo dimostra che non ci sono piccoli problemi. Quelli piccoli conducono a problemi più grossi e questi poi causano disastri. La tossicodipendenza conduce in prigione. Possiamo rapportarci e addestrare coloro che sono in prigione? Abbiamo fatto molti sforzi per convincere le persone a farsi curare e loro si sono rivolti a noi e si sono fatti rinchiudere volontariamente, quelli invece che sono imprigionati involontariamente? Che ne sono quelli in prigione, deboli e distrutti? Non è la prima regola della prigione, quella di correggere i comportamenti. Se avete seguito i nostri programmi vi sarete accorti che cerchiamo vari strati di protezione. Coloro che sono carcerati a causa dei crimini commessi dalla tossicodipendenza sono fuggiti da parecchi strati di protezione. Sono scappati attraverso la protezione della famiglia, degli amici, della società ed infine dalle campagne di protezione come quella che stiamo conducendo. Quindi nessuno e più in grado aiutarli e sono finiti in prigione. Non è ora che le autorità provano a condurre dei programmi appropriati per queste persone?

 

Oggi vorrei inviarvi alcuni messaggi  a riguardo. Il primo è verso coloro che si trovano in prigione. Anche se loro non mi sentono, spero che le loro famiglie o gli amici lo riportino. Vorrei dire loro di un sapiente musulmano, Ibn-Taymayah, che fu imprigionato per un periodo di tempo. Egli utilizzò il tempo di prigionia per avvicinarsi di più ad Allah e di godere della Sua Grazia. Oggi tu sei un una piccola cella, ma puoi rivolgerti ad Allah lo stesso, questa tua cella può essere addirittura più spaziosa della tua casa. Ti assicuro che Allah Ama Sentire la tua voce e le tue invocazioni a Lui chiendoGli il perdono e l’aiuto. Allah si Precipita verso chi ha bisogno anche se sono dei peccatori qualsiasi sia il loro sbaglio. È qualcosa tra te e Lui. Anche se tutti ti vedono come un criminale hai un grosso spazio nel tribunale della Sua generosità e misericordia. Hai una possibilità che quelli che sono fuori non hanno e che stanno ancora combattendo contro la tossicodipendenza e che sono trascinati dalla via di Satana. Il fatto di essere solo è una possibilità per riflettere e di uscire dal tutto quel malessere. Chiedo ad ogni madre che ha un figlio in prigione di inviare questo messaggio personalmente da parte mia.

 

Adesso è il mio turno per chiedere alcune domande a coloro che sono in prigione nei nostri paesi arabi. Coloro che sono finiti in prigione si è visto e testato che hanno problemi con la droga? Se risultato positivi, hanno iniziato la terapia? Ci sono delle statistiche che ci informano quanti sono i tossicodipendenti nei paesi arabi tra quelli carcerati? Non né conosco!! Il mio secondo messaggio infatti è rivolto a quelle autorità. Spero e chiedo che questi sviluppino un programma per questi carcerati con problematiche legati alla droga perché questa è una grossa minaccia alla sicurezza della gente. E ancora chiedo l’aiuto di tutti voi. Se sei toccato dall’argomento di e veramente ti sta a cuore la tua sicurezza e quella dei tuoi figli, per favore rispondi. Ma in che modo? Potresti richiedere questo ai governi. Potresti inviare un a lettera ai vostri rappresentanti del Parlamento chiedendo lo sviluppo di programmi simili per i carcerati tossicodipendenti. Se non sai utilizzare il appropriato vocabolario, troverai una bozza su http://www.amrkhaled.net/ o http://www.hemaya.ae/. È un semplice messaggio ma puoi anche scriverlo tu con le tue parole. Scrivi una lettera oggi alle autorità del tuo paese o uno dei personaggi arabi che si occupano della sanità o che sono conosciuti come persone che operano in campi di beneficenza. Vorrei che venissero scritte 1 milione di lettere in questa settimana e lo facciamo per la nostra sicurezza per il nostro bene. Possiamo chiedere anche di effettuare un trattamento che abbia un impatto maggiore. Inseriremo un contatore sul sito per poter rispecchiare il corretto numero delle lettere inviate. Sono in attesa dei risultati. Tengo a precisare che con questa mia richiesta non voglio offendere nessuno, questo si tratta di un gentile e amichevole promemoria alle autorità.

 

In fine vorrei ricordare agli spettatori di riportare le loro imprese piccole o grand che siano nella nostra lista degli onori sul sito dove successivamente onoreremo tutti i partecipanti che hanno assistito alla campagna. Non solo utilizzeremo questa lista anche per eventuali futuri progetti. Grazie per averci seguito e grazie per avere reso la campagna un successo.

 

 

 

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[1] Hemaya significa protezione.

[2] Programma televisivo curato dal Professore Amr Khaled nel 2003

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