v Il bellissimo nome “Ar-Razzâq” nel Corano:
Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Dì: Vorreste forse rinnegare Colui che in due giorni ha creato la terra (e vorreste) attribuirGli consimili? Egli è il Signore dei Mondi. Ha infisso (sulla terra) le montagne, l’ha benedetta e in quattro giorni di uguale durata ha distribuito gli alimenti”; (Questa è la risposta) a coloro che interrogano. Poi si rivolse al cielo che era fumo e disse a quello e alla terra: “Venite entrambi, per amore o per forza”. Risposero: “Veniamo obbedienti!” (TSC- Sura XLI, versetti 9-11). Quindi la distribuzione del sostentamento è già avvenuta prima ancora della nostra creazione. Infatti, Allah l’Altissimo quando dice quel che può essere tradotto come: “Allah è Colui che vi ha creati poi vi ha nutriti, poi vi darà la morte e quindi vi darà la vita...’ (TSC- Sura XXX, versetto 40), usa il verbo nutrire al passato, il che conferma l’idea della distribuzione già avvenuta del sostentamento.
O giovani, se vi convincete che i mezzi di sussistenza sono tutti nelle mani di Allah, sarete e rimarrete sempre ottimisti ed orgogliosi e non accetterete mai di umiliarvi né di sottomettervi ad un essere umano. Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Nel cielo c'è la vostra sussistenza e anche ciò che vi è stato promesso. Per il Signore del cielo e della terra: tutto questo è vero come è vero che parlate”. (TSC, Sura LI, versetti 22-23), e anche “Chi provvederà a voi, se Egli tratterrà la Sua provvidenza? No, essi persistono nell'insolenza e nel rifiuto.”, (TSC, Sura LXVII, 21).
v La manifestazione di “Ar-Razzâq” (Il Sostentatore) nell’universo:
Non vi è dubbio che ciascuno di noi abbia studiato a scuola il ciclo dell’acqua, che è la fonte della vita, ma quanti di noi, ascoltando le spiegazioni, pensarono ad Allah?. Riflettiamoci nuovamente tenendo in mente il Creatore, il Sostentatore. Iniziamo con il fatto che grazie a Colui che Provvede, il mare copre il 71% della superficie del pianeta, poiché l’acqua è fondamentale alla vita: “... e Traemmo dall’acqua ogni essere vivente...’ (TSC, Sura XXI, versetto 30). Egli fece sì che l’acqua marina sia salmastra, per favorire la sua conservazione, come ordinò al sole di farne evaporare, con il suo calore, 16 milioni di tonnellate al secondo creando così delle nuvole: “E Vi ponemmo una lampada ardente; Facciamo scendere dalle nuvole un’acqua abbondante”, (TSC- Sura LXXVIII, versetti 13-14). Dopo di ché, giunge il compito del vento che trasforma l’aria umida caricata di vapore in bassa altitudine con l'aria asciutta in alta altitudine: “Allah è Colui che invia i venti che sollevano una nuvola; la distende poi nel cielo come vuole e la frantuma e vedi allora le gocce uscire dai suoi recessi. Quando poi ha fatto sì che cadano su chi vuole tra i Suoi servitori, questi ne traggono lieta novella”, (TSC- Sura XXX, versetto 48); “Egli è Colui che invia i venti, annunciatori e precursori della Sua Misericordia”, (TSC-Sura VII, versetto 57). Finalmente la forza d’attrazione attira l’acqua dalle nuvole verso la terra facendo scendere la pioggia in diverse quantità e su diverse zone secondo il volere del Sostentatore: “Quando poi recano una nuvola pesante, la dirigiamo verso una terra morta e ne facciamo discendere l’acqua con la quale suscitiamo ogni tipo di frutti. Così resusciteremo i morti. Forse riflettete (in proposito)”, (TSC-Sura VII, versetto 57).
Questo è il miracolo di Colui che Provvede nell’approvvigionarci con l’acqua, fonte di ogni tipo di vita.
Rivolgendosi a coloro che pur riflettendo sul ciclo d’acqua non riconoscono in Lui il Sostentatore, Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Siete forse voi a farla scendere dalla nuvola o siamo Noi che la facciamo scendere? Se volessimo la renderemmo salmastra: perché mai non siete riconoscenti?’ (TSC-Sura LVI, versetti 69-70). Difatti, il Profeta (pace e benedizione su di lui) che era cosciente di questo miracolo e del suo valore, diceva dopo averla bevuta: “Lode ad Allah che rese l’acqua dolce con la Sua misericordia e non salmastra a causa dei nostri peccati”.
È dovere nostro quindi, noi uomini e Suoi vicari sulla terra, avere tanta fiducia nel Sostentatore e di non temere mai la fame o la povertà e mai accettare il guadagno illecito. I tempi cambiano e le crisi non durano un’eternità. Ci basta riflettere sulle nostre vite o ascoltare le testimonianze degli altri, per accorgersi dell’intervento e del soccorso del Sostentatore. Il profeta stesso (pace e benedizione su di lui), era povero all’inizio della sua missione; egli si allacciava addirittura due pietre contro la pancia per diminuire la sofferenza della fame che aveva patito in passato. Dopo la conquista di Khaibar però, la situazione cambiò e divenne in grado di regalare un gregge di pecore.
v Il Sostentatore provvede solo cose materiali?
La provvidenza non è solo materiale; il calore del sole è provvidenza, un simpatico vicino di casa è provvidenza, una brava moglie o buona discendenza è provvidenza, l’anima che è dentro di noi è provvidenza, un’invocazione può essere provvidenza e due raka’at alla fine della notte sono provvidenza. Quindi si tratta di una provvidenza materiale per il corpo e un’altra spirituale per l’anima. Privare un servitore della provvidenza può essere una forma di punizione che Allah infligge ai disubbidienti.
Cosa esige Allah da noi?
- Allontanarci dal guadagno illecito, perché esso impedisce l’esaudimento delle nostre preghiere ed invocazioni.
- Impegnarci e sforzarci per ottenere la provvidenza che ci è stata prescritta. Il rito di “Sa’i” che i pellegrini eseguono durante il Hajj e l’Umrah fra i monti As-Safa e Al-Marwa si riferisce a questo sforzo ed impegno. Difatti, Hajarpercorse quasi correndo la distanza che separa i due monti ben sette volte nella sua ricerca d'acqua per il figlio Ismaele (pace su di lui) senza mai perdere fiducia nel Sostentatore. Il rito perciò simboleggia e celebra la perseveranza nel cercare e chiedere la provvidenza. Hajar appunto smise i suoi tentativi solo quando l’Arcangelo Gabriele eseguendo l’ordine di Allah, fece scaturire dell’acqua davanti al piccolo Ismaele. Si tratta della sorgente di Zamzam che disseta milioni di musulmani fino al giorno d’oggi.
- Avere stima di noi stessi e non umiliarci mai davanti agli altri. Un giorno, un governatore voleva sottomettere uno studioso, allora lo andò a trovare in moschea e gli chiese se aveva bisogno di qualche cosa. Il più studioso gli rispose che era impossibile per lui chiedere qualsiasi cosa a chiunque dentro la casa di Allah. Il governatore allora lo attese fuori e quando uscì gli rifece la stessa domanda. Lo studioso allora chiese al governatore se intendeva una cosa in questo mondo oppure nell’aldilà. Il governatore disse d’intendere solo il mondo terreno perché l’aldilà non gli apparteneva. Allora lo studioso gli disse: “Non ho chiesto niente a Colui che tutto Gli appartiene, come faccio a chiedere qualcosa a chi non possiede niente?”.
Una raccomandazione alle persone benestanti:
Allah vi ha affidato le vostre fortune, e vi chiede di fare il vostro dovere verso i bisognosi, dicendo quel che può essere tradotto come: “...e date (una parte) di ciò di cui Allah vi ha fatto vicari...” (TSC- Sura LVII, versetto 7), e ancora: “E su cui beni c’è un riconosciuto diritto, per il mendicante e il diseredato.” (TSC-Sura LXX, versetti 24-25), riferendoSi all’elemosina e alle zakat. Astenendovi dall’eseguire quest’ordine non solo commetterete un peccato grave, ma contribuirete anche all’aumento della povertà e alla perdita di fiducia da parte degli indigenti nel Sostentatore. A volte la povertà può compromettere la fede, e perciò la vostra carità verso la gente povera costituisce un modo per custodirla. A partire da oggi siate più generosi e date la carità con un’intenzione nuova, cioè di ravvivare il nome di Allah “Ar-Razzaq” ed il Suo amore nei cuori dei disagiati.
Il Compito di oggi:
- Provvedere da mangiare ad un povero con l’intenzione di fargli conoscere ed amare Colui che Provvede.
- Diffondere questa puntata tra la gente per far conoscere questo bellissimo nome di Allah.
TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato.
Spesso nel Corano il nome di Allah, il Creatore viene associato al nome Sostentatore.
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